Per noi un odore è quasi una storia

Ciao, io sono Sofia!
Sono un Cocker e il naso per me non è un dettaglio del muso. È un modo intero di capire dove sono, chi è passato e cosa è cambiato. Voi guardate. Io, molto spesso, prima annuso.
Un naso costruito per raccogliere informazioni
Il sistema olfattivo del cane è molto sviluppato e occupa un ruolo centrale nel modo in cui esplora l’ambiente. La quantità di recettori e l’organizzazione delle strutture dedicate all’olfatto permettono di rilevare e distinguere odori a concentrazioni che per noi possono essere irraggiungibili.
Non serve trasformare questa capacità in numeri da record: la cosa più interessante è capire che l’odore non è soltanto “buono” o “cattivo”. Può portare informazioni su individui, luoghi, alimenti e cambiamenti nell’ambiente.
Una persona non profuma mai soltanto di profumo
Per un cane il vostro odore non coincide con sapone, crema o profumo. È un insieme molto più complesso. Studi sul riconoscimento olfattivo mostrano che i cani possono distinguere odori umani e riconoscere anche persone familiari.
Ecco perché cambiare shampoo non vi rende sconosciuti. Il naso raccoglie un quadro molto più ricco di quello che immaginiamo. Vestiti, pelle, ambiente e oggetti portano tracce che, insieme, formano qualcosa di riconoscibile.

Annusare un posto è come leggerne le ultime pagine
Un prato può sembrare identico a ieri, ma per un cane potrebbe essere pieno di novità. Chi è passato? C’è stato un altro cane? Ha piovuto? Qualcuno ha spostato qualcosa? Molte di queste variazioni lasciano una traccia olfattiva.
Per questo una passeggiata con molte pause al naso può sembrare lenta a una persona e ricchissima al cane. Non sta necessariamente perdendo tempo: sta raccogliendo informazioni sul posto.
Il naso lavora insieme agli altri sensi
Il cane non vive dentro una nuvola di odori ignorando tutto il resto. Vista, udito, memoria e olfatto si combinano. Un rumore può far girare la testa, poi arriva un odore e la scena acquista un significato diverso.
Questa combinazione spiega anche perché un oggetto nascosto può essere trovato senza essere visto. Il cane può seguire una traccia o riconoscere l’odore dell’oggetto, usando poi gli altri sensi quando si avvicina.
Lasciare annusare è anche lasciare scegliere
Durante una passeggiata non è necessario fermarsi a ogni centimetro, ma concedere momenti in cui il cane può esplorare con il naso rende l’uscita più vicina al suo modo di conoscere il mondo.
È un gesto semplice: qualche pausa, meno fretta e la possibilità di decidere per un momento dove mettere il naso. A noi sembra poco. Per un cane può essere la parte più interessante del giro.
Gli odori possono restare anche quando la sorgente non c’è più
Una delle differenze più affascinanti rispetto alla vista è che un odore può raccontare qualcosa che non è più davanti a noi. Una persona è passata, un cane ha sostato in un punto, del cibo è stato maneggiato poco prima. Le molecole lasciate nell’ambiente continuano a fornire informazioni anche dopo che la scena visiva è cambiata.
Per questo il naso permette al cane di leggere una specie di “passato recente” del luogo. Non sappiamo esattamente quale racconto costruisca nella sua testa, quindi è meglio non umanizzarlo troppo. Ma possiamo dire con sicurezza che l’olfatto gli dà accesso a tracce che noi non percepiamo e che influenzano il modo in cui esplora.
L’olfatto cambia anche il modo di riconoscere gli oggetti
Un gioco non è soltanto forma e colore. Porta l’odore del materiale, della casa, delle mani che lo hanno toccato e, dopo poco, anche del cane stesso. Questo rende un oggetto familiare riconoscibile attraverso più sensi contemporaneamente.
Per noi lavare qualcosa può farlo sembrare “come nuovo”. Per il cane può semplicemente cambiare una parte delle informazioni disponibili. Dopo poco, però, nuovi odori si depositano e l’oggetto torna a entrare nella quotidianità.
Io posso anche venire dritta da voi quando mi chiamate. Però se prima c’è un odore interessante, capite che la questione si complica.
