Vi guardiamo anche quando parlate solo con la faccia

Eccomi, sono Jacob!
Sono un Barboncino e vi confesso una cosa: non ascolto soltanto quello che dite. Guardo anche come vi muovete. A volte il vostro corpo ha già detto tutto prima che arrivi la parola.
I gesti possono diventare segnali chiarissimi
I cani sono particolarmente attenti a molti segnali sociali umani. Un dito che indica, la direzione dello sguardo o il movimento del corpo possono aiutare a capire dove rivolgere l’attenzione. Queste capacità vengono poi raffinate con l’esperienza.
Nella vita quotidiana usiamo spesso gesti senza accorgercene. Ci chiniamo per chiamare, allunghiamo una mano verso la porta, guardiamo la ciotola. Il cane può imparare l’intero insieme, non soltanto la parola associata.

Anche le facce cambiano informazioni
Studi sperimentali indicano che i cani discriminano espressioni e caratteristiche dei volti umani. Questo non significa che leggano la mente o attribuiscano alle nostre espressioni esattamente gli stessi significati che attribuiamo noi.
Vuol dire però che il volto è una fonte di informazioni. Un cane che vive con noi vede migliaia di volte le nostre facce in contesti diversi e può imparare quali segnali tendono ad accompagnare certe situazioni.
Il corpo intero conta più di un dettaglio
Una faccia sorridente con un corpo rigido, una voce allegra con movimenti bruschi, una parola conosciuta detta mentre facciamo un gesto opposto: i segnali possono essere coerenti oppure no. Il cane riceve tutto insieme.
Per questo, quando vogliamo essere chiari, aiuta usare voce, postura e gesto nella stessa direzione. Meno messaggi contraddittori rendono più semplice capire cosa stiamo chiedendo.
Con le persone conosciute impariamo piccole abitudini
Ogni famiglia sviluppa gesti propri. C’è chi prende il guinzaglio in un certo modo, chi si alza dalla sedia prima del pasto, chi indica una stanza con un movimento particolare. Il cane osserva ripetizioni e anticipa ciò che succede dopo.
A volte sembra quasi che “sappia tutto”. In realtà spesso è diventato bravissimo a riconoscere la sequenza di segnali che noi stessi ripetiamo ogni giorno.

Guardare il cane aiuta anche noi a essere più chiari
Se un segnale non funziona, prima di pensare che il cane non voglia capire possiamo controllare cosa stiamo comunicando con il corpo. Magari diciamo “vieni” mentre ci pieghiamo in avanti in modo invadente, oppure cambiamo gesto ogni volta.
Essere coerenti non significa diventare robot. Significa solo ricordare che per il cane il nostro corpo è parte della frase. E quella parte, spesso, parla molto forte.
I nostri gesti possono aiutare o confondere senza volerlo
Se chiediamo al cane di restare fermo mentre ci pieghiamo verso di lui, allunghiamo le mani e continuiamo a parlare, potremmo aggiungere molti segnali che non fanno parte della richiesta. Alcuni cani si concentrano sulla parola, altri sul movimento più evidente. Ridurre il rumore gestuale rende spesso più facile imparare.
Lo stesso vale quando più persone della famiglia usano segnali opposti. Non serve che tutti si muovano in modo identico, ma concordare almeno i gesti principali evita di chiedere al cane di tradurre continuamente nuovi linguaggi. È un piccolo dettaglio che rende la comunicazione quotidiana più semplice.
Anche lo sguardo ha significati diversi a seconda del contesto
Guardare il cane può servire a richiamare attenzione, ma fissarlo a lungo e frontalmente non è sempre la stessa cosa di un’occhiata morbida durante un’interazione familiare. Il contesto, la postura e la distanza cambiano il messaggio complessivo.
Per questo non conviene trasformare una singola espressione in una traduzione rigida. Meglio osservare il corpo intero e ciò che sta succedendo intorno, proprio come il cane fa con noi.
Impariamo anche osservando ciò che succede dopo
Un gesto acquista significato perché nel tempo viene seguito da qualcosa. La mano verso il guinzaglio anticipa l’uscita, il corpo che si gira può invitare a seguire, una certa postura può precedere un gioco.
Il cane collega sequenze e conseguenze. Ecco perché gesti apparentemente insignificanti possono diventare segnali fortissimi dentro una famiglia.
Quindi sì, vi guardo. E certe volte siete molto più prevedibili di quanto pensiate.
