Alimentazione5 Marzo 2026

Grain free, prima di tutto leggiamo cosa c’è dentro

“Grain free” è diventato un messaggio molto forte sulle confezioni, ma descrive solo l’assenza dei cereali. Non dice da solo come sia costruita la dieta. A controllare cosa c’è dietro quella scritta arriva Keisy.
Keisy, Barboncino, fotografata in primo piano

Piacere, sono Keisy!

Sono un Barboncino e la scritta “grain free” non mi impressiona molto, forse perché non so leggere l’inglese. Voi invece la vedete spesso e può sembrare sinonimo di alimento più moderno o più sano.

Senza cereali non significa senza carboidrati

Per dare struttura e fornire energia, un alimento secco grain free utilizza comunque altre materie prime vegetali, per esempio legumi, patate o altri ingredienti ricchi di amido. Togliere riso o mais non fa sparire automaticamente i carboidrati e non trasforma il prodotto in una dieta composta quasi soltanto da carne.
Questo è il primo equivoco da evitare. “Grain free” descrive ciò che manca, non la qualità nutrizionale di ciò che rimane. Due prodotti senza cereali possono avere formulazioni molto diverse tra loro.

Keisy, Barboncino, vicino a una mano
Una mano e io.

La questione DCM va raccontata senza allarmismi

Negli Stati Uniti la FDA ha studiato segnalazioni di cardiomiopatia dilatativa non ereditaria associate a diverse diete. Molti prodotti segnalati erano grain free e avevano legumi o “pulses”, come piselli e lenticchie, in posizione importante nella formula. Tuttavia l’agenzia non ha stabilito una causa semplice e definitiva.
La stessa FDA precisa che sono state ricevute segnalazioni anche con diete contenenti cereali e che legumi e pulses non sono considerati intrinsecamente pericolosi. La relazione tra formulazione, ingredienti e altri fattori è complessa. Per questo non ha senso trasformare l’argomento in “grain free uguale pericolo”.

Quando può avere senso scegliere una formula specifica

Esistono cani con esigenze individuali per cui il veterinario può consigliare una dieta con caratteristiche precise. Ma scegliere grain free soltanto perché “suona più naturale” è diverso dall’utilizzare un alimento per una necessità concreta.
Se un cane ha sintomi o sospette reazioni alimentari, la strada corretta è discuterne con il veterinario. Eliminare ingredienti a tentativi può complicare il quadro e non equivale a una diagnosi.

Meglio guardare chi formula il prodotto

La WSAVA suggerisce di valutare aspetti come competenze nutrizionali dell’azienda, controllo qualità, ricerca, trasparenza e capacità di fornire informazioni sul prodotto. Sono elementi meno visibili di un claim sulla confezione, ma molto più utili per capire quanto c’è dietro la ricetta.
Anche l’indicazione di alimento completo, la fase di vita e le istruzioni d’uso meritano più attenzione della singola parola “grain free”. Un cane ha bisogno di nutrienti in proporzioni corrette, non di una lista di ingredienti costruita per piacere all’occhio umano.

Keisy, Barboncino, in una posa bassa sul telo
Qui ero bassa bassa.

La moda non deve guidare la ciotola

Le tendenze alimentari cambiano rapidamente. La fisiologia del cane molto meno. Prima di cambiare una dieta che funziona bene, conviene chiedersi quale problema concreto si sta cercando di risolvere.
Se non c’è una ragione, il vantaggio di un cambio non è automatico. La scelta migliore resta quella adatta al singolo cane, completa e formulata con criteri solidi, indipendentemente dal fatto che contenga o meno cereali.

La moda non sostituisce la formulazione

Il termine grain free è diventato molto visibile sulle confezioni, ma la presenza o l’assenza di cereali è soltanto una caratteristica della ricetta. Non ci dice da sola se il profilo nutrizionale sia adatto, quali controlli abbia fatto il produttore o quanto bene quel cibo risponda ai bisogni del cane. È possibile avere formule valide con cereali e formule valide senza, così come prodotti meno adatti in entrambe le categorie.
Anche le discussioni scientifiche sulle diete e la cardiomiopatia dilatativa hanno mostrato quanto sia sbagliato ridurre un tema complesso a un solo ingrediente. La FDA continua a studiare il quadro senza aver individuato una causa unica. Per questo, se si vuole scegliere una dieta particolare per motivi di salute, è meglio farlo con il veterinario invece di affidarsi alla moda del momento.
Io ho una regola più facile: se una parola è enorme davanti alla confezione, vale la pena leggere anche tutto il resto.