Alimentazione30 Aprile 2026

Etichette del cibo per cani senza mal di testa

Tra composizione, percentuali e parole che sembrano fatte apposta per confondere, l’etichetta può mettere in difficoltà. In realtà bastano pochi punti letti nell’ordine giusto. A ficcare il naso nella confezione oggi c’è Cloy.
Cloy, Barboncino, seduto su un telo blu

Ciao, io sono Cloy!

Sono un Barboncino e davanti a una ciotola di solito non perdo tempo. Oggi però niente assaggi: mi hanno messo davanti una confezione e mi hanno detto di guardare le parole.

La prima parola da cercare è “completo”

Sulle confezioni europee una delle indicazioni più utili è anche una delle più semplici: capire se l’alimento è completo oppure complementare. “Completo” significa che, se usato come indicato e per il cane a cui è destinato, è formulato per fornire tutti i nutrienti necessari nella razione quotidiana. Un alimento complementare, invece, è pensato per essere affiancato ad altro e non dovrebbe diventare da solo tutta la dieta.
È un dettaglio che vale più di molte parole pubblicitarie. Snack, biscotti e alcuni prodotti umidi possono essere complementari. Prima di confrontare pollo, riso o verdure, conviene quindi leggere questa riga: dice subito che ruolo può avere davvero quel prodotto nella giornata del cane.

Cloy, Barboncino, fotografato sulla coperta blu
Stessa coperta.

Composizione e costituenti analitici non sono la stessa cosa

La voce “composizione” elenca le materie prime usate nella ricetta, in genere in ordine decrescente di peso al momento della formulazione. I “costituenti analitici” riportano invece valori come proteine, grassi, fibra e altri parametri previsti dall’etichettatura. Una sezione racconta da cosa parte la ricetta, l’altra fornisce numeri sulla composizione nutrizionale finale.
Leggere solo una delle due può dare un’immagine incompleta. L’elenco degli ingredienti, da solo, non dice quanto un alimento sia digeribile o quanto siano adatte le sue quantità di nutrienti al singolo cane. Allo stesso modo, un numero alto di proteine non racconta da solo da dove arrivano e come si inseriscono nella formula complessiva.

Gli additivi non sono una parolaccia

La parola “additivi” spesso suona sospetta, ma in etichetta raccoglie sostanze con funzioni molto diverse. Possono esserci vitamine e minerali aggiunti per completare il profilo nutrizionale, oppure additivi tecnologici che aiutano stabilità e conservazione del prodotto. Il fatto che qualcosa sia indicato come additivo non significa automaticamente che sia inutile o da evitare.
La domanda più utile è che funzione abbia e se il prodotto nel suo insieme sia formulato in modo corretto. In Europa gli additivi ammessi nei mangimi sono regolamentati. Se un nome non è chiaro, il produttore deve inoltre mettere a disposizione un contatto per ottenere informazioni aggiuntive sul prodotto.

La tabella delle quantità è un punto di partenza

Le indicazioni di razionamento servono, ma non sono una misura perfetta per ogni cane. Età, taglia, attività, condizione corporea e fase della vita cambiano il fabbisogno. Per questo le quantità sulla confezione vanno lette come punto di partenza e poi adattate osservando peso e forma fisica, con il veterinario quando serve.
Un errore comune è confrontare solo “quanti grammi” si danno di due prodotti diversi. Alimenti con densità energetica differente possono richiedere porzioni molto diverse. Il numero dei grammi ha senso solo insieme alle caratteristiche dell’alimento e al cane che lo mangia.

Cloy, Barboncino, con lo sguardo rivolto di lato
Qui guardavo di lato.

Una buona etichetta non ha bisogno di magie

Quando si sceglie un alimento è facile fermarsi a parole come “premium”, alla fotografia della carne o al primo ingrediente. Le indicazioni più concrete restano invece quelle che permettono di capire destinatario, completezza nutrizionale, composizione, analisi, quantità e chi produce il cibo. Sono meno spettacolari, ma più utili.
Qui mi spiegano sempre che il cibo non si giudica da una singola parola. Una ricetta va guardata nel suo insieme e, soprattutto, deve essere adatta al cane che la mangerà. Se ci sono esigenze particolari o problemi di salute, l’etichetta da sola non sostituisce il veterinario.

Tre righe che vale la pena confrontare

Se dobbiamo confrontare due alimenti, conviene farlo con un ordine semplice: prima il tipo di alimento e la fase di vita a cui è destinato, poi la composizione, infine i costituenti analitici e le indicazioni di razionamento. Questo evita di scegliere sulla base di una sola parola stampata grande sul fronte della confezione. Due prodotti possono avere immagini e promesse molto diverse e, guardati nelle informazioni obbligatorie, risultare più simili di quanto sembrino.
Un altro punto utile è controllare se il produttore rende facile trovare informazioni e contatti. La trasparenza non trasforma automaticamente un prodotto in quello giusto per ogni cane, ma permette di fare domande concrete quando qualcosa non è chiaro. Per un cucciolo, un adulto o un cane con esigenze particolari, la scelta va sempre riportata alla sua fase di vita e alla sua situazione reale, non alla confezione più bella.
Io intanto ho capito la parte che mi interessava: prima si legge bene, poi si apre la confezione. Possibilmente in quest’ordine.