Quel numero delle proteine va letto con calma

Sono Timmy, piacere!
Io sono un Barboncino e i numeri, lo ammetto, non sono il mio forte. Però sulle confezioni del cibo la percentuale di proteine salta subito all’occhio e spesso diventa una classifica: 30 sembra meglio di 25, 35 meglio di 30.
La percentuale è sul prodotto così com’è
I costituenti analitici vengono dichiarati come percentuali del prodotto. Se un alimento contiene molta acqua, come accade nell’umido, la proteina appare numericamente più bassa rispetto a un alimento secco. Questo non significa automaticamente che ne fornisca poca rispetto alla sostanza secca o all’energia della dieta.
Per confrontare davvero prodotti con umidità molto diversa bisognerebbe riportare i valori su una base comparabile. Per una scelta quotidiana, però, non è necessario fare calcoli complicati: basta sapere che 10% su una lattina e 25% su una crocchetta non si possono interpretare come se fossero la stessa scala.

Più alto non significa sempre più adatto
I cani hanno bisogno di proteine e di aminoacidi essenziali, ma la quantità corretta dipende anche dalla fase di vita e dalla formula complessiva. Un alimento per la crescita e uno per un adulto possono avere obiettivi differenti.
Le linee guida nutrizionali FEDIAF stabiliscono livelli minimi e rapporti per le diverse fasi della vita. Un produttore deve formulare il cibo per soddisfare quei fabbisogni, non semplicemente inseguire la percentuale più alta possibile.
Conta anche la qualità e la digeribilità
Due alimenti con la stessa percentuale di proteine possono usare fonti diverse e avere una digeribilità differente. L’elenco degli ingredienti, però, non permette da solo di calcolare quanto bene il cane utilizzerà quella proteina.
Qui entra in gioco il lavoro di formulazione e controllo del produttore. La WSAVA invita a considerare competenze nutrizionali, ricerca e controllo qualità, non solo il numero stampato sul fronte della confezione.
Le proteine arrivano da più ingredienti
La proteina può provenire da ingredienti animali e vegetali. Anche cereali e legumi possono contribuire alla quota totale. La ricetta viene costruita combinando fonti diverse per raggiungere un profilo nutrizionale completo.
Per questo “proteine 30%” non significa “30% carne”. Sono due concetti completamente diversi. Se si vuole sapere quanta carne o quali specie animali siano presenti, bisogna leggere la composizione e le eventuali percentuali dichiarate.

Il cane viene prima del numero
Il modo in cui il cane mantiene peso, massa muscolare e condizione corporea, insieme alla fase di vita e allo stato di salute, conta più di una gara tra etichette. In presenza di problemi renali, epatici o altre condizioni, la gestione delle proteine deve essere valutata dal veterinario.
Per un cane sano la scelta di un alimento completo e adatto alla sua fase di vita resta il punto di partenza. Poi si osserva come va davvero, senza farsi convincere da un numero preso da solo.
La percentuale non dice quanta proteina il cane userà davvero
Due alimenti possono riportare la stessa percentuale di proteine e avere caratteristiche molto diverse. La cifra dell’analisi è un punto di partenza, ma non descrive la digeribilità, il profilo degli aminoacidi, l’energia totale della dieta o la quantità effettivamente mangiata dal cane. Anche il contenuto di acqua cambia il modo in cui confrontiamo prodotti secchi e umidi.
Per questo i confronti seri richiedono più contesto. Un cucciolo in crescita, un adulto e un cane anziano non hanno necessariamente gli stessi bisogni, e alcune condizioni di salute richiedono indicazioni specifiche. Guardare il numero è utile; trasformarlo in una gara a chi ha la percentuale più alta, invece, rischia di farci perdere il senso della formulazione.
Il confronto tra secco e umido richiede un passaggio in più
La percentuale scritta in etichetta si riferisce al prodotto così com’è, con tutta la sua acqua. Per questo confrontare direttamente un umido con un secco può essere fuorviante: l’umido contiene molta più acqua e le percentuali apparenti risultano diluite.
Quando serve un confronto nutrizionale vero, il veterinario o un professionista può ragionare sulla sostanza secca o sull’energia. Per la scelta quotidiana, invece, basta ricordare che due numeri uguali su prodotti molto diversi non significano necessariamente la stessa cosa.
Io con i numeri ho chiuso. Se proprio volete confrontare due sacchi, almeno non fatelo soltanto con la percentuale più grande.
