Come nasciamo23 Luglio 2026

Nelle prime settimane dormiamo quasi sempre

Un cucciolo appena nato non ha un’agenda piena: mangia, dorme e ricomincia. Quel sonno non è pigrizia, è parte della crescita. Ronco racconta le prime settimane a occhi quasi sempre chiusi.
Ronco, Bulldog francese, seduto sul divano

Ciao, sono Ronco!

Sono un Bulldog francese e oggi ti racconto del sonno nei primi giorni di vita. Quando sembriamo fermi, il corpo e il sistema nervoso stanno crescendo: per un neonato dormire e poppare occupano quasi tutta la giornata.

Dormire è la normalità del periodo neonatale

Le fonti sullo sviluppo descrivono le prime settimane come una fase dominata da sonno e alimentazione. I cuccioli non vedono ancora bene, non sentono inizialmente e hanno movimenti limitati, quindi la loro giornata è molto diversa da quella di un cane di due mesi.
È normale quindi che una cucciolata sembri tranquilla per lunghi periodi. I momenti di attività sono brevi e legati soprattutto alla ricerca della mamma e del latte.

Ronco, Bulldog francese, disteso sul divano
Qui mi ero steso.

Il sonno accompagna una crescita rapidissima

Nelle prime settimane il peso aumenta velocemente, gli organi maturano e il sistema nervoso sviluppa nuove capacità. Il riposo fa parte di questo processo e non va continuamente interrotto per prendere in mano i cuccioli o stimolarli.
Le manipolazioni necessarie e delicate hanno un ruolo, ma la cucciolata deve avere lunghi periodi tranquilli. Anche la mamma ha bisogno di uno spazio in cui poter stare con i piccoli senza un via vai continuo.

Mangiare e dormire si alternano

I neonati si svegliano soprattutto per poppare e tornano presto a riposare. Se un cucciolo dorme molto ma poppa, resta caldo, cresce e appare attivo nei momenti di veglia, quel ritmo è coerente con la fase.
Diverso è un cucciolo che non riesce a nutrirsi, appare freddo o molto debole. In quel caso non si interpreta il sonno come “normale”: si valuta rapidamente la situazione con il veterinario.

Il ritmo cambia settimana dopo settimana

Quando occhi e orecchie iniziano a funzionare e le zampe diventano più sicure, aumentano i periodi di veglia. Il cucciolo comincia a giocare con i fratelli, esplorare e reagire a ciò che lo circonda.
Il cambiamento è evidente: da piccoli che sembrano quasi sempre addormentati si passa in poche settimane a una cucciolata che si muove dappertutto. Anche il sonno resta importante, ma la giornata diventa molto più varia.

Ronco, Bulldog francese, in un’altra posa nella stessa stanza
Stessa stanza, altra posa.

Lasciare riposare è una forma di cura

A volte chi viene a vedere un cucciolo vorrebbe svegliarlo per interagire. Ma rispettare il sonno, soprattutto nei primi periodi, è un gesto semplice e utile. Il cucciolo non deve essere sempre disponibile per noi.
Qui vivere ogni giorno con i piccoli insegna anche questo: ci sono momenti per controllare e momenti per non fare nulla, lasciandoli semplicemente dormire.

Dormire tanto non significa che non stia succedendo nulla

Durante il sonno il corpo del cucciolo continua a crescere e il sistema nervoso attraversa una fase di sviluppo rapidissimo. Le lunghe ore di riposo sono quindi parte della normalità neonatale, non un buco vuoto tra una poppata e l’altra. Il ritmo cambierà gradualmente quando vista, udito e movimento renderanno il mondo più interessante.
Quello che si osserva non è tanto “quante ore precise” dorma ogni singolo piccolo, ma l’insieme: si sveglia per mangiare, resta caldo, cresce e torna a riposare. Se un neonato appare insolitamente debole, non si alimenta o qualcosa non convince, invece, il sonno non va usato come spiegazione automatica e si chiede il parere del veterinario.

Il ritmo sonno-poppata cambia settimana dopo settimana

Nella fase neonatale la giornata è quasi tutta fatta di sonno e latte. Con l’apertura degli occhi, l’udito e i primi passi aumentano i periodi di veglia e compaiono interazioni più lunghe con fratelli e ambiente.
È un passaggio graduale, non un giorno preciso in cui improvvisamente il cucciolo smette di dormire tanto. Anche più avanti il riposo resterà fondamentale, solo distribuito in modo diverso.
Io questa parte dello sviluppo l’ho presa molto sul serio. E, quando posso, continuo ad allenarmi.